L’Inter nel mirino del Qatar: chi è lo sceicco Hamad bin Jassim e cosa vuole da Oaktree
Lo sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani (noto come HBJ), ex primo ministro del Qatar e cugino dell'attuale emiro, ha manifestato un interesse esplorativo per l'acquisto di una quota di minoranza dell'Inter detenuta dal fondo Oaktree. [1, 2]
Dall’immobili di lusso a San Siro: lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani punta l’Inter
Il legame tra il Qatar e Milano continua a stringersi, e questa volta il pallone c’entra eccome. Secondo quanto riportato da diversi quotidiani, tra cui il Corriere della Sera e Tuttosport, Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani – per tutti HBJ, ex primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar – avrebbe messo gli occhi sull'Inter. [1, 2, 3, 4]
Cosa c’è di vero nella trattativa?
Al momento è bene frenare gli entusiasmi da calciomercato: i contatti tra il suo family office (Al Mirqab) e la proprietà nerazzurra (il fondo americano Oaktree) sono descritti come esplorativi e verbali. Non c’è ancora una trattativa ufficiale o avanzata, ma l'idea di un ingresso del capitalista qatariota nel club nerazzurro sta già scaldando i tifosi. [1, 2]
L’ipotesi sul tavolo non riguarda un’acquisizione totale del club, ma l’ingresso con una quota di minoranza, affiancando Oaktree nella gestione e nello sviluppo finanziario della società. [1]
Chi è HBJ e perché l'Italia?
Hamad bin Jassim non è un nome nuovo alle grandi manovre finanziarie in Italia. Il suo profilo parla di un impero economico sconfinato e di una recente, lunghissima serie di investimenti nel nostro Paese:
Non è nemmeno la prima volta che il Qatar viene accostato all'Inter: già nel 2023 si era parlato di un interessamento legato a Jassim bin Hamad (figlio di HBJ e presidente della Qatar Islamic Bank), poi non concretizzatosi. [1]
Cosa cambia per Oaktree e per l’Inter?
Per il fondo Oaktree, che ha preso in mano il club dopo il mancato rimborso del prestito da parte di Steven Zhang, l’ingresso di un partner di questo calibro potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio ma di enorme potenza economica: da un lato porterebbe nuove risorse fresche e un ulteriore respiro internazionale, dall'altro andrebbe ridiscusso l'assetto societario e il peso decisionale all'interno del consiglio d'amministrazione. [1]
Per ora si resta nel campo delle grandi manovre e dei sondaggi d'affari. Ma se San Siro chiama e il Qatar risponde, la storia societaria dell’Inter potrebbe presto scrivere un nuovo capitolo.
Voi che ne pensate: vi piacerebbe vedere lo sceicco HBJ come socio dell'Inter o meglio la continuità totale con Oaktree? Fatecelo sapere nei commenti!




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